domenica 3 ottobre 2010

perdersi a gerusalemme

rosa memento
il primo tentativo di arrivare alla biblioteca di givat ram attraversando il parco è miseramante fallito... 
in compenso ho pensato di perdermi in un posto meraviglioso: il wolh rose garden. 
nonostante sia ottobre molte varietà di rose sono ancora fiorite e il profumo nell'aria è assolutamente inebriante...

sabato 2 ottobre 2010

per chiara e valeria

qsto post è dedicato in particolare a chiara, che come architetto è incuriosita dalle case e dalle storie che raccontano, e, in modo particolare, a valeria, che sta cercando casa a gerusalemme per i prossimi mesi...
cominciamo dall'inizio.
qsto è l'annuncio a cui ho risposto:
"spacey fully furnished apartment with many windows, lightand air
yet no noise from the market, most centrally located. 
a big living room, a big gallery for sleeping, balcony, equipped
kitchen, air condition, cordless Internet. 
it is including taxes, water, linen, towels, kitchenware, etc."
dopo un fitto scambio di mail con haya, la padrona di casa, sabre di origini polacche, sono riuscita a capire l'esatta ubicazione dell'appartamento: machaneh yehuda, ossia il mercato di gerusalemme. machaneh yehuda è un posto indubbiamente affascinante, ma è anche uno dei luoghi, insieme alla stazione centrale dei bus, più caotici della città, dove assieme ai turisti rapiti dai banchi di spezie (v. i primissimi post di qsto blog) si ammassano e spintonano gerosolomitani indaffarati a fare la spesa, in modo particolare il venerdì o a ridosso di una festa...
nonostante io sia arrivata alla vigilia di succot, individuare haya e suo marito non è stato difficile, più impegnativo è stato farsi largo tra la gente nella stretta stradina laterale in cui si affaccia la scala d'entrata. come ho già scritto i giorni scorsi, le scale si aprono tra i negozi di carni e pollami... certo non è il pesce, ma avrei sicuramente preferito le spezie!

al termine delle scale vi è un pianerottolo con quattro appartamenti da una parte, di cui uno in ristrutturazione, e uno dall'altra dove si trova il dipartimento di polizia.   
sostanzialmente la casa è come si vede dalle foto:
bagno
cucina

soggiorno/studio visto dal soppalco


camera da letto
un piccolo bagno vicino all'entrata;
una cucina con forno e piastre per cucinare, un piccolo frigo e un bollitore. rispetto alla foto c'è un pezzo in più, il forno: i relativi fornelli sono incastrati sotto il piano di lavoro e qndi, credo, inutilizzabili. qsto, insieme ad altri piccoli spunti, mi ha dato il la per intraprendere 5 settimane di dieta relativamente crudista che mi sta facendo molto bene! qllo che nella foto non si vede è che il lavandino perde, ma sotto c'è un'apposita bacinella!;
un soggiorno/studio molto luminoso da cui si accede a un terrazzo lungo e stretto che si affaccia non sulla via principale del mercato, ma sulla piazzetta irakena e che nonostante la poltroncina in vimini abbia lo schienale sfondato, mi regala attimi di relax tardo pomeridiano;
un soppalco, alto circa un metro e settanta in cui io riesco, superato l'ultimo gradino della scala in corrispondenza del quale il soffitto si abbassa, a stare a pelo in piedi, dove si trova un letto matrimoniale e un paio di armadi. sul letto c'è una piccola, leggermente inquietante, botola. non so dove porta, non lo voglio sapere e spero di non scoprirlo mai!
per impedire di sbattere la testa entrando in camera...
botola sul letto
fin qui tutto bene... passiamo ora ai "contro" e alla storia che qsta casa racconta!
il primo "problema" è che qsto appartamento ha più di una storia da raccontare, ma l'unica traccia riscontrabile è l'usura dei mobili, la sciatteria delle pareti, le macchie delle tappezzerie ecc. ecc.
nonostante haya si sia raccomandata di tenere l'appartamento pulito perché così pulito non è mai stato, io l'ho trovato sporchino. lenzuola e asciugamani sono, per fortuna, effettivamente puliti, ma su tutto il resto ho qlche dubbio, qndi ho deciso di "colonizzare" e utilizzare solo certe cose che ho accuratamente pulito e adattato al mio standard da italiana snob!
il secondo "problema" è lo shuk. il mercato si sveglia presto: il "suono del lavoro", serrande che si alzano, camion che scaricano, gente che urla, arriva attutito, ma arriva e al termine della giornata lavorativa non cessa, ma cambia forma diventando rumore di pulizie e ronzio incessante dei potenti motori dei frigoriferi e degli impianti di aerazione. qsti ultimi sono dappertutto, comprese le scale per arrivare all'appartamento, e non vengono mai spenti, neanche durante la notte o lo shabbat... qndo invece tutto il resto si immerge in uno splendido silenzio!
ma in fondo lo shuk è anche il bello di qsta casa e a qlunque rumore dopo poco ci si abitua! per cui, in conclusione, il giudizio è sostanzialmente positivo. qllo che mi frega è il confronto con la casa di david dove abbiamo alloggiato l'anno scorso: stesso mobilio ikea, ma nuovo di pacca!

mercoledì 29 settembre 2010

pubblicità d'altri tempi!

da una cartolina postale degli anni trenta
da una cartolina postale degli anni trenta: non si sa mai che sia di buon augurio per l'estrazione del superenalotto...

martedì 28 settembre 2010

mai sottovalutare i "nonni" israeliani!

oggi sono andata a givat brenner, kibbutz alla cui fondazione, nel 1928, ha partecipato anche il primo halutz italiano: enzo sereni.
scopo del viaggio -givat brenner è a circa un'ora da gerusalemme- era la visita a uno dei "miei" nonni preferiti, dino.
premetto: dino è del '22.
sono stata accolta con the freddo, costume e asciugamano pronti per me!
dopo un giro del kibbutz a bordo di una macchinina elettrica, modello campo da golf, le chiacchiere, invece che attorno al tavolo come l'ultima volta, le abbiamo fatte in piscina tra una bracciata e l'altra!
la prossima volta che torno in israele dico addio alla città santa e me ne vado in kibbutz!!!

sabato 25 settembre 2010

brunch al bolinat...

il bello di tornare in un posto dove sei già stato un po' di tempo è che almeno il primo shabbath non ti trovi del tutto spaesato! per il brunch di qsta giornata di festa ho seguito una piacevole abitudine e  mi sono recata al bolinat, piccola oasi di musica e miscredenti aperta anche di sabato.
più che la fame a spingermi fuori di casa è stato il caldo. non chiedetemi il perché, ma sono restia ad accendere l'aria condizionata (chiara ti prego non volermene per qsta decisione insensata!) e qui dentro dopo un po' non si respira più...
cmq il breakfast del bolinat vale sempre la pena. sono rimasta sul classico: uova stapazzate, insalatina cetriolo, pomodoro e cipolla, tre tipi di formaggio (anche noti come formaggio giallo, bianco e levan -che vuol dire sempre bianco, e fa riferimento a un formaggio spalmabile tipo philadelphia), olive, salsina di "falso pesto", pane nero, burro, marmellata, succo di pompelmo e tazzona di caffè... il tutto accompagnato dal greatest hits dei pearl jam, un libro in italiano e da un filino di vento.
adesso, se non muoio perché mi scoppia la pancia, posso tornare a studiare!

venerdì 24 settembre 2010

succot

"la festa di succot ricorda la vita del popolo di israele nel deserto durante il loro viaggio verso la terra promessa. durante il loro pellegrinaggio nel deserto essi vivevano in capanne, succot appunto. La torah ordina agli ebrei di utilizzare, per la celebrazione della festa, quattro specie di vegetali: il lulav (un ramo di palma), l'etrog (un cedro), un ramo di mirto ed un ramo di salice" tra feste e mezze feste succot dura una settimana.
io sono arrivata proprio alla vigilia della festa e la mia padrona di casa mi ha invitata a cena da sua cugina perché non le sembrava bello che passassi una sera di festa da sola! e così mercoledì sera ho magiato sul mini-terrazzo di yehudith con sua figlia sedicenne, haya e suo marito haron. il terrazzo era stato ricoperto con un tetto di cannucce che lascia intravvedere le stelle, circondato con un telo per dare l'idea di pareti e addobbato a festa.
poiché yehudith è religiosa e si era dimenticata di accendere le luci dentro la minuscola capanna, mi sono resa utile accendendo e spegnendo io le luci, da brava infedele!
dopo cena siamo andati da lea e moshe, altri amici di haya, a vedere la loro splendida succah con un bellissimo panorama su gerusalemme
anche per le strade è possibile imbattersi in succot più o meno belle e preticamente ogni rstorante ne ha una così che i clienti possano mangiarvi sotto!
qsta è qlla spartana del burger king di ben yehuda street:

giovedì 23 settembre 2010

israel... again!

riparto esattamente da dove avevamo lasciato l'anno scorso: nel calendario ebraico dopo roshHashanah e kippur c'è succot, la festa delle capanne.
sono arrivata ieri pomeriggio, vigilia di succot, dopo un volo tranquillo e puntuale e un giro sul taxi collettivo neanche troppo lungo.
il mio telefono israeliano per il momento riceve, ma non mi fa fare chiamate e qsto ha reso un po' più complicato riuscire a mettermi in contatto con la mia nuova padrona di casa, haya.
l'appartamento è dentro il mercato di machaneh yeuda, con ingresso su una viuzza laterale in mezzo ai negozietti della carne (sempre meglio del pesce, ma avrei preferito le spezie!) e con un lungo balcone, da cui sto scrivendo ora, sul retro del mercato irakeno. sul mio pianerottolo c'è solo un altro appartamento abitato: uno lo stanno ristrutturando e nell'altro c'è un dipartimento di polizia. 
nel complesso è carino, cade un po' a pezzi e nonostante i primi interventi è ancora un po' sporco, ma mi piace. certo rispetto alla casa di david dove eravamo l'anno scorso non c'è confronto, ma non si può avere tutto e cmq 5 settimane non sono poi così tante!